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Bologna rurale

Navighiamo ogni giorno su internet, ci informiamo e restiamo aggiornati.
Ci perdiamo, ma ritroviamo la strada grazie a Google Maps. Localizziamo nuovi punti di interesse, negozi, servizi, nuove strade, piazze, nuovi giardini e nuovi parchi: è una selva di freccette e etichette ma dobbiamo essere grati alla visione satellitare.
Possiamo scrutare Bologna dall’alto e analizzarla, giocare con le linee, le geometrie, tanti quadrati e solchi, sfumature di verde, marrone e giallo.
Eppure quotidianamente non facciamo altro che correre da una strada a un’altra, tra una selva di edifici di mattoni e cemento, in mezzo ai negozi, tra i supermercati, uffici, scuole, ospedali…. Strade, tangenziali, autostrade: una selva di cemento…..
Ma è lì in mezzo, proprio tra quelle strade, che si nascondono scarpe infangate, zappe, rastrelli, uomini e donne in movimento, anziani, giovani, italiani e stranieri…. Piccole campagne in mezzo all’asfalto, piccole città in mezzo alla città…. attorno alla città… nuove periferie….. nuove mappe…..

Internet ci aggiorna. Diffonde la saggezza del passato, la saggezza degli anziani.
Internet ci illustra il presente e ci propone un modello futuro: un modello senza una comunità, senza relazioni, una comunità dove è difficile trovare la fiducia, il rispetto e un comportamento eticamente responsabile verso gli altri e verso il nostro Pianeta. Un mondo dove le giovani generazioni faticano a imparare e un mondo che i più anziani faticano a mantenere….
Ma lì in mezzo, tra quei campi, tra quei piccoli “vegetable gardens” troviamo un Amico e non semplicemente il migliore amico. Troviamo un Maestro, tanti Maestri….

Tutti noi dovremmo poter disporre di un piccolo angolo verde di cui poterci prendere cura, da cui poter imparare…. Imparare a prevedere, imparare ad aspettare, imparare a non mollare mai di fronte alle difficoltà, imparare a conoscere la Terra, i suoi segreti, i suoi doni, le sue meraviglie….
L’orto è come una metafora della vita: è un luogo di semina e di raccolta, un luogo di attesa e soddisfazione, un luogo di relazioni, relazioni con la terra, con i vicini, scambi di saperi, di culture, di sapori, di odori, di sorrisi e di chiacchiere. L’orto è un luogo che deve essere costantemente curato, accudito, lavorato. Un luogo che ha bisogno di semine, irrigazioni, protezione, studio, dedizione….

La Terra ci offre la possibilità di saperci confrontare con il rischio di perdere il raccolto.
Ci insegna a calcolare la previdenza di raccogliere i frutti per l’inverno.
Ci insegna i concetti di attesa, pazienza, rinnovabilità.
Ci insegna ad assumere responsabilità verso il Pianeta.
Ci insegna ad ascoltare e osservare i vicini.
Ci insegna a comprendere la mutevolezza e la diversità, della terra… delle persone….

La Terra non è solo una macchina produttiva per riempire la borsa della spesa.

Questa città fatta di geometrie di cemento e di terra ci insegna che non dobbiamo giudicare ogni giorno dal raccolto, bensì dobbiamo imparare a giudicare i semi che piantiamo.
Dobbiamo avere la pazienza di curare le relazioni, imparare a attendere, conoscere, relazionarci, confrontarci. In mezzo agli orti urbani troviamo infinite specie vegetali, ma anche infinite specie umane, solitudini e compagnie…. sorrisi e lacrime, sudore e riposo.
Ancora una volta la terra ci sta offrendo la possibilità di crescere e apprendere… insieme.

Chissà quando riusciremo a decifrare meglio questa mappa urbana e rurale

Se è certo che gli orti e i campi non sono la via per la Pace nel mondo, restano un buon inizio….

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